19 April 2026
2026/03/18 - 13:20 View: 217
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INTERVISTA A RADIO RAI 1

INTERVISTA A RADIO RAI 1

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INTERVISTA A RADIO RAI 1

17 MARZO 2026

 

  1. Ambasciatore, il governo e l’opinione pubblica italiana sono preoccupati per l’escalation delle tensioni; una base italiana è stata attaccata. Quale spiegazione dà a quanto sta accadendo? In queste condizioni come si può parlare di amicizia tra i nostri popoli?
    Come è evidente, l’attuale guerra è iniziata con l’aggressione illegale e illegittima degli Stati Uniti e del regime sionista. In base ai messaggi che riceviamo in modo informale da cittadini italiani attraverso vari canali, anche l’opinione pubblica italiana è ben consapevole delle cause delle tensioni e di chi abbia avviato questa guerra. Per quanto riguarda l’attacco alla base italiana e ad alcuni altri obiettivi, l’origine e il responsabile non sono ancora stati identificati. Tuttavia, bisogna considerare che il nemico aggressore, avendo fallito nelle sue operazioni militari volte a costringere l’Iran alla resa, sta cercando di compromettere le relazioni dell’Iran con paesi terzi come la Turchia e l’Azerbaigian attraverso operazioni contro questi paesi. A questo proposito, gli Stati Uniti hanno prodotto un drone chiamato “Lucas”, simile al drone iraniano “Shahed”. È possibile che anche gli attacchi contro la base italiana rientrino in questo quadro.
    Iran e Italia, come due nazioni civili e ricche di cultura, hanno legami storici; per noi è preziosa la consapevolezza dell’opinione pubblica italiana riguardo alle cause dell’attuale guerra, conseguente all’aggressione contro l’Iran. Nella cultura iraniana, gli amici si riconoscono nei momenti difficili.
  2. Il presidente Donald Trump ha chiesto aiuto per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz. Come reagirà il vostro paese?
    Lo Stretto di Hormuz non è stato chiuso, ma a causa delle condizioni imposte dall’aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista, il passaggio e il traffico delle navi nello stretto avvengono in condizioni particolari. Nessun paese chesi affacci slle acque dello Stretto, compreso l’Iran, in una situazione simile può permettere che navi e imbarcazioni del nemico transitino normalmente per rafforzarsi e compiere azioni aggressive contro un paese costiero. Le nostre forze armate controllano il traffico e chi non è coinvolto nell’aggressione militare contro di noi è riuscito ad attraversare lo stretto con il nostro coordinamento e la nostra autorizzazione.
  3. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha detto che Russia e Cina vi sostengono. Questo non rischia di aumentare ulteriormente le tensioni?
    Russia e Cina sono partner strategici e in passato abbiamo avuto cooperazioni con questi due paesi in vari ambiti, inclusi quelli militari, e tali cooperazioni continuano tuttora. Per quanto riguarda l’escalation, bisogna ricordare che questa non è la nostra guerra e non l’abbiamo iniziata; stiamo semplicemente difendendo noi stessi. In questo quadro utilizziamo tutte le nostre capacità e risorse per la difesa. Per evitare un’ulteriore escalation e la prosecuzione delle tensioni, l’aggressione deve cessare.
  4. State bombardando posizioni in Iraq, Siria e nei paesi del Golfo, sostenendo che sia una risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Molti di questi paesi sono partner strategici dell’Italia. Qual è la strategia dell’Iran?
    La strategia dell’Iran è molto chiara ed è pienamente nel quadro del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. Il nostro paese è stato aggredito e, in base a ciò, secondo l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite ha il legittimo diritto alla difesa. Poiché gli attacchi contro l’Iran vengono lanciati dalle basi statunitensi nella regione, noi prendiamo di mira queste basi.
  5. Siamo ormai alla terza settimana di conflitto; città iraniane bombardate e migliaia di civili colpiti secondo fonti iraniane e internazionali. Come descriverebbe oggi la situazione del paese e qual è l’impatto reale della guerra sulla popolazione?
    Purtroppo gli Stati Uniti e il regime sionista non pongono alcun limite alla loro aggressione e attaccano scuole, ospedali e siti storici e civili. Questo ha aumentato la consapevolezza della popolazione riguardo agli obiettivi distruttivi degli aggressori e, di conseguenza, ha rafforzato ulteriormente l’unità del popolo iraniano nella difesa del paese.
  6. State cercando un cessate il fuoco oppure no? Lo volete oppure no?
    Stiamo portando avanti una resistenza orgogliosa e continuiamo a difenderci senza alcuna esitazione. Non abbiamo inviato alcun messaggio per un cessate il fuoco e riteniamo che la guerra debba essere conclusa in modo tale da non ripetersi più.
  7. Il presidente Donald Trump ha dichiarato poche ore fa che se l’Iran non fermerà immediatamente ogni attacco contro le basi occidentali, pagherà “un prezzo senza precedenti nella storia”. Ha inoltre aggiunto che non accetterà più alcuna mediazione diplomatica “finché Teheran non sarà neutralizzata”. Come può l’Iran difendersi contro la potenza militare degli Stati Uniti e di Israele?
    La nostra capacità di difesa si è dimostrata nei 17 giorni di guerra e anche gli Stati Uniti ne sono pienamente consapevoli. Non siamo stati noi a iniziare la guerra e i nostri attacchi sono avvenuti in risposta ad una palese aggressione. Se sono turbati dai nostri colpi, farebbero meglio a fermare l’aggressione. La volontà del popolo iraniano di difendere la propria eredità storica e civile non vacillerà.

 

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