Intervista dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran ad Adnkronos
Intervista dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran ad Adnkronos
.
Intervista dell’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran ad Adnkronos
16-3-2026
Secondo un rapporto del Financial Times, l’Italia avrebbe cercato di avviare negoziati con l’Iran per raggiungere un accordo che garantisca il libero passaggio delle sue navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo rapporto è accurato? Qual è la sua opinione al riguardo e quale è stata la risposta di Teheran?
Per quanto ne so, finora l’Italia non ha presentato alcuna richiesta e anche le autorità italiane hanno smentito queste notizie.
Lo Stretto di Hormuz, come ha sottolineato Mojtaba Khamenei, leader dell’Iran, rimarrà chiuso alle petroliere. Questo vale per tutti i paesi oppure Teheran potrebbe fare eccezioni?
Sulla base del principio giuridico della legittima difesa contro il regime israeliano e gli Stati Uniti, che hanno intrapreso azioni aggressive contro di noi, utilizziamo tutte le nostre capacità e leve per difendere il Paese e non mostriamo alcuna indulgenza. Questa strategia include anche tutte le parti che in qualsiasi modo abbiano contribuito al proseguimento di questa aggressione. In questo contesto, l’Iran, in quanto Paese affacciato sul Golfo Persico, ha il diritto di adottare tutte le misure necessarie nelle acque di detto Golfo e nello Stretto di Hormuz per tutto il tempo necessario. L’Iran ha sempre ritenuto essenziale garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz e per noi la sicurezza e l’incolumità di questa via marittima sono molto importanti. L’unico obiettivo di questi controlli è impedire che gli aggressori e i loro sostenitori ne abusino per portare avanti azioni ostili contro l’Iran. Oggi sono coloro che hanno reso insicura questa via marittima a dover rispondere del perché abbiano messo a rischio la sicurezza energetica mondiale. Alcuni Paesi, in coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran, hanno fatto transitare le proprie navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo dimostra il senso di responsabilità dell’Iran. Pertanto, mentre siamo determinati a impedire che gli aggressori sfruttino questa via marittima, abbiamo effettuato i necessari coordinamenti per il passaggio delle navi dei paesi che non hanno aggredito nè sono alleate degli aggressori. Dal nostro punto di vista, quindi, lo Stretto di Hormuz è aperto, ma sotto controllo.
Qual è la sua opinione sulla posizione che finora l’Italia ha assunto riguardo alla guerra contro l’Iran? In particolare mi interesserebbe conoscere il suo punto di vista sull’accordo con gli Stati Uniti relativo alle basi in Italia.
Le dichiarazioni del ministro della Difesa italiano sul carattere illegale e illegittimo dell’aggressione di Stati Uniti e Israele, la condanna dell’uccisione di bambini innocenti nella scuola di Minab da parte della signora Meloni, primo ministro italiano, e l’annuncio del ministro degli Esteri italiano di non aderire alla coalizione proposta da Trump riguardo allo Stretto di Hormuz sono molto importanti e preziosi. Purtroppo, tuttavia, assistiamo anche a dichiarazioni contraddittorie da parte di alcuni altri funzionari, che spero vengano presto corrette grazie a una migliore comprensione della realtà. In ogni caso, per noi le posizioni del popolo italiano sono molto importanti. In questi giorni e in queste notti ricevo numerosi messaggi da parte di cittadini italiani. Le molte manifestazioni contro la guerra organizzate in varie parti d’Italia lo dimostrano. Le persone esprimono il loro odio verso l’aggressione, la guerra e le uccisioni. Questi sentimenti autentici hanno per noi un grande valore. Gli iraniani, storicamente, considerano amici veri coloro che restano tali nei momenti difficili. A mio avviso, il popolo italiano è un vero amico dell’Iran.
L’Iran ha dichiarato chiaramente che chiunque e da qualunque luogo danneggi gli interessi iraniani riceverà una risposta proporzionata senza alcuna indulgenza. Mettiamo in guardia tutti i Paesi dal voler diventare parte del crimine dell’aggressione contro l’Iran e gli iraniani. Sappiamo che gli Stati Uniti esercitano forti pressioni sui Paesi europei, ma resta da vedere fino a che punto essi credano che l’Europa possa svolgere un ruolo costruttivo negli sviluppi internazionali. Sembra comunque che il messaggio dell’Iran sia stato ascoltato chiaramente da tutti i Paesi e, finora, gli amici italiani hanno agito sulla base di interessi reciproci.
Continuano a circolare notizie secondo cui il leader iraniano sarebbe gravemente ferito, Qual è la verità? Qual è la sua valutazione sulla situazione di Mojtaba Khamenei?
La macchina israeliana di diffusione di fake news e menzogne lavora giorno e notte per indebolire l’Iran. La voce sul ferimento del leader iraniano, così come molte altre notizie false, non ha alcun fondamento. Oggi la coscienza globale dell’umanità è pienamente in grado di distinguere tra realtà e menzogna. Tutto l’apparato propagandistico occidentale sta cercando di invertire i ruoli tra colpevole e vittima: in altre parole, presentare l’aggressore come vittima e il popolo iraniano come colpevole. Eppure basta uno sguardo ai sondaggi in Italia sulla guerra: le persone esprimono il loro disgusto per il genocidio organizzato e statale e per l’aggressione, e non si lasceranno ingannare di media menzogneri.