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INTERVISTA DI S.E. MOHAMMAD REZA SABOURI AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’ IRAN IN ITALIA AL SITO DI NOTIZIE E APPROFONDIMENTO “COME DON C
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  INTERVISTA DI S.E. MOHAMMAD REZA SABOURI, AMBASCIATORE DELLA REPUBBLICA ISLAMICA DELL’ IRAN IN ITALIA AL SITO DI NOTIZIE E APPROFONDIMENTO “COME DON CHISCIOTTE” ROMA 4-9-2026    Ambasciatore Sabouri, il 28 febbraio 2026 Israele e Stati Uniti hanno lanciato l'ennesima aggressione armata all'Iran: dopo sei mesi quali sono le sue valutazioni, sia sul piano militare che si quello geopolitico e diplomatico, viste le continue violazioni della tregua (anche in queste ultime ore) da parte degli Stati Uniti (con chiari "appoggi", almeno logistici, di vari Paesi del golfo)? Gli Stati Uniti hanno violato l’Iran per ben due volte, tradendo la diplomazia nel corso di negoziati ufficiali. Naturalmente, l’inganno e la violazione degli impegni sono caratteristiche evidenti della condotta degli Stati Uniti, per cui questi sviluppi non hanno rappresentato una sorpresa per l’Iran. Tuttavia, si è trattato di una grande lezione per i sostenitori e gli alleati degli Stati Uniti, in particolare per gli europei. La violazione degli impegni internazionali e le aggressioni in tutte le loro forme sono proseguite negli ultimi sei mesi e continuano tuttora. Nonostante la firma del Memorandum d’intesa di Islamabad, gli Stati Uniti, in meno di un mese, sono tornati al loro comportamento ormai abituale, caratterizzato dalla violazione degli impegni assunti e da una condotta aggressiva, arrivando a violare anche questo accordo e senza dare attuazione ad alcuna delle sue disposizioni. In risposta alla nuova politica statunitense di «massima pressione» sul piano economico e militare, l’Iran ha posto in cima alla propria agenda una politica di «massima resistenza». Naturalmente, alla luce delle nuove condizioni, le risposte dell’Iran potrebbero assumere forme diverse, in funzione delle nuove minacce. 2) L'attacco in prossimità della festa di Purim. Secondo Lei sono presenti (e se si, quali sono) anche significati messianici per Israele che li ha portati ad uccidere perfino l' Imam Khamenei, Guida Suprema dell'Iran ? Nessuna religione né alcuna convinzione o dottrina autorizza a uccidere bambini e donne o a colpire persone innocenti. Il regime sionista, naturalmente, cerca da sempre di giustificare e di ripulire l’immagine delle proprie azioni criminali, facendo ricorso anche a principi di natura religiosa, tra cui argomentazioni di carattere escatologico e apocalittico. Tuttavia, la portata dei crimini e il livello di brutalità hanno raggiunto dimensioni tali che nessuna coscienza vigile nel mondo potrà credere a queste menzogne e alle narrazioni costruite per giustificarle. 3) L'Iran non solo ha resistito ma, almeno strategicamente, si può arrivare a dire anche che ha vinto la guerra. E Non solo sul campo di battaglia ma anche in (e per) gran parte dell'opinione pubblica. L'Occidente, oggettivamente in declino, sta iniziando a perdere efficacia anche nella propaganda? La vittoria dell’Iran nella guerra, a diversi livelli, è innegabile. L’Iran ha dichiarato fin dall’inizio di non volere la guerra né l’escalation delle tensioni, ma di essere pienamente preparato a resistere a qualsiasi aggressione. L’Occidente ha perso da anni il proprio «potere normativo». Il declino dell’Occidente è iniziato quando è caduto nella trappola dei «doppi standard» e ha cominciato a distinguere tra terrorismo «buono» e «cattivo». Oggi l’Occidente si trova di fronte a un bivio estremamente importante, che potrebbe trasformare questo declino in una vera e propria dissoluzione della civiltà occidentale. Il sostegno all’ingiustizia e all’aggressione, insieme al mancato rispetto dei principi e dei valori, rappresenta un’alternativa cruciale. L’Occidente deve scegliere se vuole schierarsi al fianco dell’assassino e dell’aggressore, sotto l’ombrello dell’impunità e della giustificazione, oppure se vuole opporsi all’aggressione e all’assassino, impugnando l’ arma della giustizia 4) Cosa significherebbe la creazione della "Grande Israele" e perchè l'Iran è un ostacolo rispetto a questo progetto, nei fatti, di chiaro stampo occidentale? Il regime sionista è nato attraverso la falsificazione e l’occupazione e, attraverso la diffusione di narrazioni false e costruite ad arte, come quella del «Grande Israele» o dell’idea di un territorio «dal Nilo all’Eufrate», cerca di dare una copertura religiosa e ideologica all’occupazione e all’aggressione. Le coscienze vigili della regione hanno resistito all’occupazione di questo regime fin dalla sua nascita e hanno continuato fino a oggi la loro lotta. La formazione dei gruppi della resistenza nella regione è stata una conseguenza delle azioni del regime sionista. Anche l’Iran, dalla Rivoluzione islamica e fino a oggi, si è opposto alle ambizioni e alle pretese del regime sionista nella regione e non permetterà che esso trasformi la sicurezza, la pace e la stabilità di questa regione in insicurezza, guerra e instabilità permanente. 5) Un impero del mare, una talassocrazia, non è tale se non controlla direttamente o indirettamente le principali vie di comunicazione marittime, a partire proprio dagli "stretti" globali. E' per questo che gli Usa non accettano di non "controllare" Hormuz, fino ad arrivare a continuare a bombardare proprio in quella zona? La caratteristica  più importante del nuovo ordine internazionale è che l’epoca degli imperi, dell’unilateralismo e dell’imperialismo internazionale è ormai tramontata. In realtà, nel sistema internazionale in fase di transizione, c’è un fenomeno ormai evidente e innegabile: il declino dell’unilateralismo e della potenza degli Stati Uniti. Oggi, in diverse aree del mondo, tra cui il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, i concetti di stabilità, pace e sicurezza sono strettamente legati a quello di «sicurezza collettiva regionale». Di conseguenza, un transito legale e stabile attraverso lo Stretto di Hormuz non è possibile senza il coordinamento tra Iran e Oman, in quanto entrambi i Paesi si affacciano sulle acque delllo Stretto. 6) L'Iran ha distrutto, o pesantemente danneggiato, le principali basi militari americane/alleate nei paesi del Golfo persico. Quali sono gli effetti politici, geopolitici ed economici su un'area vitale per il mondo intero dopo questa dimostrazione di forza? È realistico pensare di "espellere" gli USA dalla regione? Vorrei ricordare che l’Iran non ha mai attaccato i Paesi vicini. Nell’ambito del diritto alla legittima difesa, abbiamo colpito le basi statunitensi nella regione dalle quali hanno avuto origine gli attacchi contro l’Iran. A titolo di esempio, il recente rapporto delle autorità del Qatar — un documento ufficiale del Qatar presso l’Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU) — relativo al fatto che l’Iran abbia colpito esclusivamente obiettivi militari statunitensi in Qatar, costituisce una chiara dimostrazione della responsabilità dimostrata dall’Iran persino durante la guerra. Pertanto, oggi i Paesi arabi della regione hanno compreso che le basi statunitensi presenti nei loro territori non sono soltanto un fattore di sicurezza, ma costituiscono esse stesse una delle principali fonti di insicurezza e di minaccia. Il ritiro delle forze britanniche dalla regione negli anni Settanta è stato un fatto storico che oggi, in una forma diversa, si sta nuovamente verificando. Il processo di espulsione degli Stati Uniti dall’Afghanistan e dall’Iraq è già iniziato e si sta estendendo agli altri Paesi del Medio Oriente. 7) La crisi di Hormuz, innescata dall'aggressione anglosionista, porterà ad una crisi di approvvigionamento energetico nel prossimo inverno? Ha sottolineato un punto molto preciso: la crisi nello Stretto di Hormuz è stata provocata dall’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran. Per migliaia di anni, l’Iran ha garantito la sicurezza e la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Fino al 28 febbraio 2026, il traffico nello Stretto si svolgeva normalmente. Pertanto, l’origine delle perturbazioni nello Stretto di Hormuz e delle loro conseguenze — tra cui l’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e, di conseguenza, l’aumento della pressione sui cittadini comuni — risiede nell’aggressione statunitense. Purtroppo, la prosecuzione della crisi ucraina, il perdurare delle azioni aggressive degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz e l’imposizione di un blocco contro l’Iran porteranno certamente a un aggravamento della crisi energetica mondiale. Del resto, non si tratta di qualcosa che avviene nell’ombra. Le persone, compresi gli italiani, stanno già vedendo queste conseguenze nelle bollette energetiche e ai distributori di carburante. Nonostante tutte le pressioni, l’Iran ha cercato di evitare che si verificassero interruzioni, almeno per quanto riguarda la fornitura di energia, e ciò che osserviamo oggi è esclusivamente il risultato di difficoltà nella distribuzione dell’energia. Pertanto, alla luce degli sviluppi futuri, è possibile che le interruzioni si estendano persino al settore della produzione energetica. 8) Quali possibili scenari di crisi aspettano le popolazioni occidentali come conseguenza dell'Imperialismo guidato da Washington? Il futuro deve essere costruito! Se l’Occidente e i Paesi europei non impareranno le lezioni del passato e continueranno a seguire senza condizioni l’unilateralismo degli Stati Uniti, non avranno un destino diverso da quello delle potenze in declino. I valori occidentali, le regole e i principi dell’Occidente e, più in generale, la civiltà occidentale si trovano di fronte a una svolta storica. Da un lato vi sono la cooperazione, le sinergie e il rispetto della sovranità e dell’indipendenza degli Stati; dall’altro vi sono la pressione, le minacce, l’occupazione e il ricorso alla forza militare per imporsi sugli altri. Queste sono le due strade che l’Occidente ha davanti a sé. L’Europa ha dunque ancora la possibilità di scegliere tra due percorsi chiaramente delineati: guidare un mondo libero e coeso oppure seguire l’unilateralismo e il nuovo imperialismo americano! 9) Quali scenari vede, in questo contesto, per l'Italia? L’Italia è erede della civiltà dell’antica Roma e della civiltà occidentale. Il vostro Paese, nelle nuove condizioni, ha un’opportunità straordinaria di svolgere parte attiva rispetto al ruolo dell’Occidente nei futuri sviluppi globali. Il fatto che l’Europa sia riuscita a passare dalle guerre religiose e mondiali alla cooperazione e alla costruzione dell’Unione europea affonda le proprie radici nelle trasformazioni storiche dell’Occidente. Anche oggi ci troviamo in un momento estremamente importante, in cui ogni azione e ogni orientamento possono avere un’influenza significativa sul destino delle generazioni future. 10)L'Iran ha oggettivamente dimostrato al mondo intero la sua forza, determinazione e capacità nel difendere la propria sovranità e indipendenza, così come stanno facendo vari altri Paesi del c.d. "sud del mondo" (i quali non accettano, ad esempio, le sanzioni unilaterali e illegali promosse da Washington e, purtroppo, spesso anche da Bruxelles). L'Occidente è pronto a scatenare la terza guerra mondiale contro la nascita del mondo multipolare? Questa domanda dovrebbe essere posta alle parti occidentali. Tuttavia, il quadro degli sviluppi, considerando la natura delle posizioni assunte dai Paesi occidentali, indica che essi non sembrano avere remore rispetto all’espansione della guerra e delle tensioni. Sebbene tutti, a parole, parlino di pace e di dialogo, nei fatti procedono nella direzione di alimentare il conflitto. L’Iran ha dimostrato che farà tutto il possibile per raggiungere una «pace giusta», fondata sul dialogo e sul rispetto reciproco e degli interessi reciproci, ma è anche pronto a qualsiasi eventuali diverse circostanze. 11) Iran 2026. Come la guerra sta cambiando il Paese? Nonostante tutte le perdite e i danni, la guerra ha fatto sì che la solidarietà e la coesione tra gli iraniani aumentassero in modo indescrivibile. Non voglio negare le difficoltà economiche della popolazione iraniana, ma la fermezza e la resistenza del popolo iraniano hanno fatto sì che tutti i calcoli degli aggressori del territorio iraniano si rivelassero errati. Ogni volta, gli aggressori esercitano pressioni utilizzando strumenti nuovi, nella speranza di porre fine alla resistenza degli iraniani; ma ogni volta il popolo risponde loro con maggiore forza. Ad oggi sono ormai centinaia le notti in cui la gente, spontaneamente, si riunisce inspazi pubblici per sostenere l’indipendenza e l’integrità territoriale del Paese. 12) Migliaia di italiani hanno testimoniato vicinanza al vostro Paese dopo gli assassinii americano-israeliani perpetrati nel vostro Paese all'inizio della guerra, con i loro commossi messaggi che sono oggi raccolti in un libro. Cosa vorrebbe dire a loro ma anche a quegli italiani che sono ancora scettici e diffidenti verso la Repubblica Islamica dell'Iran? Il libro «Empatia e solidarietà» raccoglie numerosi messaggi di cordoglio e di vicinanza inviati da cittadini italiani all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in Italia. Le loro parole dimostrano come, in un mondo spesso dominato dalla logica della forza e dell’interesse personale, esistano ancora uomini e donne capaci di ascoltare la voce della giustizia, di riconoscere la sofferenza altrui e di rifiutare l’indifferenza di fronte al dolore umano. Siamo orgogliosi del popolo italiano. Perché, come recita un proverbio persiano: «Noi iraniani riconosciamo i nostri amici nei momenti difficili, non in quelli facili».  
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